Cdp chiude il 2025 con un anno record
15 April 2026

Cdp chiude il 2025 con un anno record

Focus economia

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Cassa Depositi e Prestiti chiude il 2025 con un anno record, registrando un utile netto di 3,4 miliardi, il più alto di sempre e in crescita del 3% rispetto al 2024, mentre l’utile consolidato si attesta a 5,5 miliardi, in calo di 500 milioni anche per effetto della svalutazione su Nexi. Nel primo anno del Piano Strategico 2025-2027 sono state impegnate risorse per 29,5 miliardi, pari a oltre un terzo dell’obiettivo triennale. Il totale dei crediti arriva a 127 miliardi, in aumento dell’1%, mentre la raccolta complessiva raggiunge i 355 miliardi, di cui 297 miliardi di risparmio postale, in rialzo del 3%. Il patrimonio netto sale a 32 miliardi, in crescita del 6%, consentendo una significativa remunerazione degli azionisti con un dividendo di 2,2 miliardi. Il gruppo conferma il proprio ruolo di investitore istituzionale di lungo periodo, con un contributo al Pil dell’1,6% e un impatto occupazionale pari a 500mila posti di lavoro, mantenendo l’obiettivo di sostenere la crescita del Paese anche in uno scenario incerto e complesso. Ne parliamo con Fabio Barchiesi Vice Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti

Urso, spero che stop centrale non comprometta continuità ex Ilva
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso esprime preoccupazione per la decisione del sindaco di Taranto di fermare la centrale elettrica che alimenta lo stabilimento ex Ilva, sottolineando che si tratta di un pessimo segnale per i potenziali investitori e che potrebbe compromettere la continuità produttiva. La decisione arriva nonostante il giorno precedente uno dei potenziali investitori, Jindal, fosse stato ricevuto con riscontri positivi su un piano industriale orientato alla piena decarbonizzazione in 4-5 anni. L’ordinanza impone lo stop entro 30 giorni a partire dal 13 aprile, contestando all’azienda inadempienze sulla presentazione del piano di riduzione del rischio non cancerogeno legato alle emissioni di arsenico, cobalto e nichel. Il provvedimento richiama il principio di precauzione ambientale e la normativa regionale, con l’obiettivo di prevenire rischi per la salute e il territorio. Ci colleghiamo con il collega del Sole 24 Ore da Taranto, Domenico Palmiotti.

Vacanze 2026, prenotazioni in calo e costi in crescita
Il conflitto in Medio Oriente sta incidendo pesantemente sul trasporto aereo, riducendo l’offerta di voli e la funzionalità di hub strategici come Doha, Abu Dhabi e Dubai, mentre una componente psicologica spinge molti viaggiatori a rinviare o cancellare le prenotazioni. Secondo Aidit, il 90% degli operatori segnala un calo della domanda, con sei clienti su dieci che preferiscono attendere e il 42% che registra un aumento di cancellazioni e richieste di rimborso. Tra aprile e giugno il calo è intorno al 15-16% su base annua, mentre le partenze estive tengono meglio con una flessione inferiore al 3%, ma restano legate all’evoluzione del quadro geopolitico. Intanto cambiano le destinazioni, con una crescita dei flussi verso l’Europa meridionale, in particolare Italia e Spagna, mentre gli hub mediorientali ridimensionati rendono i voli verso Asia e Africa più lunghi, costosi e meno frequenti, contribuendo a ridurre i flussi e aumentare l’incertezza. Il commento è affidato a:  Antonio Zacchera, Vicepresidente Vicario di Associazione Italiana Confindustria Alberghi e a Domenico Pellegrino, Presidente Aidit - Associazione Italiana Distribuzione Turistica